Situazione finanziaria Comune di Sant'Onofrio

Comunicazione del Sindaco del 29 marzo 2018



In coerenza con l’impegno assunto dal sottoscritto e dall'Amministrazione che mi sostiene a seguito delle elezioni amministrative del 2016, nel segno della massima trasparenza e della ricerca incessante della massima partecipazione mi propongo, con la presente lettera e con altri strumenti di comunicazione, di dare una informativa ai miei cittadini in relazione alla situazione finanziaria in cui si trova ad operare.

Lo faccio nell'approssimarsi della discussione e approvazione del bilancio 2018, un bilancio previsionale che anche quest’anno portiamo in approvazione con ritardo perché abbiamo avuto molte difficoltà a comporlo rispettando tutti i criteri di regolarità e veridicità.
Lo faccio adesso perché, rispetto all'anno precedente, sono aumentate esponenzialmente le richieste e le segnalazioni dei cittadini circa problematiche legate alla viabilità, alla erogazione di acqua potabile dalla rete idrica, alla fornitura di servizi socio-assistenziali, alle quali è impossibile dare riscontro senza, sia pur minime, risorse finanziarie.

La situazione finanziaria del Comune è assai critica, nonostante il grande impegno quotidiano di tutti gli Amministratori che da circa due anni corroborano la struttura organizzativa municipale tanto da consentire di poter garantire i servizi amministrativi anche a seguito di una drastica riduzione dell’organico comunale, conseguente al pensionamento di sei unità al 31 dicembre 2016.
I risparmi derivanti dalla riduzione della spesa per il personale non si sono tradotti e non si potranno tradurre però in un miglioramento dei servizi erogati ai cittadini.
Perché questo? Come mai? Cercherò di rispondere a queste domande nella maniera più chiara possibile e rifacendomi alle norme e ai dati reali che ognuno potrà verificare.
Tutto ha inizio nel 2011 con il Decreto legislativo 118 recante “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle regioni e degli enti locali”.

L’entrata in vigore delle disposizioni di cui sopra ha effetto a partire dal 2015, per cui tutti gli enti erano stati avvisati ad adeguarsi per tempo. Il nostro Comune non lo ha fatto. Tutti ricorderanno le inadempienze ereditate da questa Amministrazione, sulle quali pendevano due diffide della Prefettura con il paventato scioglimento del Consiglio comunale appena eletto.
Per dovere di responsabilità, nei primi due mesi di vita amministrativa sono stati approvati il rendiconto 2015 ed il bilancio 2016 predisposti dalla precedente Amministrazione, senza apportare alcuna variazione ai documenti già licenziati in precedenza.
Lo scorso anno con l’approvazione del rendiconto 2016, sono emerse con grande evidenza le debolezze e le criticità del bilancio comunale, con difficoltà che si sarebbero ripetute nei bilanci futuri. Infatti, già nel bilancio del 2017 e nei due successivi (2018-2019) si sono dovute conteggiare importanti risorse nel capitolo “disavanzo degli anni precedenti”, prevedendo nel bilancio di quest’anno circa 98 mila euro. Non solo, in conseguenza della ridotta e rallentata riscossione dei tributi comunali avvenuta negli anni passati, si è dovuta riservare una ingente somma nel “fondo crediti di dubbia esigibilità”, che nel bilancio del 2018 ammonta a oltre 270mila euro.

In parole semplici, il bilancio comunale di quest’anno è obbligato a riservare, a mettere da parte e quindi a non poter utilizzare, una somma di circa 370mila euro nella parte uscite. E poiché il bilancio deve essere necessariamente in pareggio, cioè tante sono le entrate e tante possono essere le uscite, se queste ultime dovessero essere superiori aumenta automaticamente negli anni successivi il capitolo relativo al “disavanzo degli anni precedenti”. Se invece si registra un minore introito dei tributi comunali rispetto a quelli previsti in entrata a copertura dei costi del relativo servizio, allora si incrementerà il “fondo crediti di dubbia esigibilità”. In altri termini, occorre prevedere in entrata una somma di circa 370mila euro per pareggiare la stessa in uscita senza che però si possa realmente spendere se non si verificano determinate condizioni.
A quanto sopra bisogna aggiungere: la rata del mutuo contratto con Cassa depositi e prestiti nel 2014 per circa tre milioni di euro da restituire in 30 anni (si prevedono circa 1,5 milioni di euro di interessi); le uscite imprevedibili relative alle sentenze che condannano il Comune o alle spese di natura legale che vengono a definirsi in questi anni; i pignoramenti di ingenti somme relative alle fatture Enel non pagate negli anni 2012-2016.

Nei fatti, anche se questa Amministrazione con grandi sacrifici ha conseguito ingenti risparmi in questi due anni, una parte consistente del bilancio comunale è imbrigliata e potrà tornare ad essere utilizzabile solo se aumenta la quota dei tributi comunali a copertura dei costi di erogazione dei servizi.

Siamo coscienti delle difficoltà che vivono molte famiglie, in un periodo in cui le occasioni di lavoro continuano ad essere scarse, e delle criticità nelle condizioni economiche in cui vivono molti cittadini. Proprio per questo ci siamo attivati per favorire nuove occasioni di investimento sul nostro territorio capaci di generare posti di lavoro stabili. Nello stesso tempo ci siamo prodigati per razionalizzare il funzionamento dei servizi comunali per ottenere risparmi e riduzioni nelle tariffe.
D’altro canto, però, nelle attuali condizioni finanziarie dell’Ente, è difficilissimo dare soluzione ai problemi che quotidianamente ci vengono sottoposti, tant’é che in mancanza di interventi straordinari o di un sensibile recupero nel pagamento dei tributi comunali in futuro sarà necessario tagliare ulteriori capitoli del bilancio relativi ad altrettanti servizi, pena il ricorso al dissesto finanziario che sarebbe una iattura per tutti noi.

Il Sindaco
Ing. Onofrio Maragò

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