Ecodistretto di Vibo Valentia: la ragione contro la paura

Ho appreso da un articolo di giornale che il Comitato “No discarica” ha chiuso le porte al dialogo con l’Amministrazione comunale di Sant’Onofrio subito dopo il primo incontro interlocutorio. Della cosa me ne dispiace sia per la forma sia per le motivazioni riportate sulla stampa, anche perché ad oggi non ho ricevuto alcuna nota da parte del suddetto Comitato, né alcuno dei suoi referenti si è pregiato di informarmi direttamente.

Infatti il primo incontro era stato concordato per trovare un percorso di confronto condiviso in modo che ciascuno potesse mettere in chiaro la propria posizione. In altri termini, il primo incontro aveva l’intenzione di sciogliere un po’ il ghiaccio e, metodologicamente, fissare ulteriori tappe per poter esprimere pienamente e chiaramente le rispettive motivazioni, in un dialogo civile che coinvolgesse tutti i cittadini.

Cosa sia successo internamente al Comitato non ci è dato sapere, certo è che ha prevalso la linea della chiusura e delle barricate. Come Sindaco e come cittadino me ne dispiace, poiché non mi sono sottratto alla discussione e ho più volte ribadito che sono pronto al confronto, anche serrato, purchè sia sempre ispirato a ricercare soluzioni e sia supportato da dati e informazioni reali.

Questo peraltro può essere riscontrato da tutti leggendo il verbale dell’incontro che il Comitato ha condiviso e che contraddice quanto si evince nell’articolo pubblicato qualche giorno fa. Per quel che mi riguarda non rinnego quanto detto nel corso dell’incontro, che è stato molto vivace in alcuni momenti ma ha dimostrato anche che è importante dialogare, ognuno per comprendere le ragioni dell’altro. Chiudere le porte in faccia ad un confronto appena avviato e ad una Amministrazione pronta a discutere è un fatto increscioso che testimonia una debolezza, tipica di chi abbandona il campo della contesa.

Fin qui l’aspetto formale, nella sostanza le motivazioni del ritiro del Comitato si restringono sulla pretesa di un ritiro incondizionato della proposta fatta dall'Amministrazione. Infatti, tra gli “ostacoli non superabili e discriminanti” si riporta la mancata volontà di indire un referendum popolare e di non aver fornito il progetto dell’impianto.

Ebbene, come potrà trovare conferma nel verbale dell’incontro, indire un referendum avrebbe significato aprire una “anomala” campagna elettorale, con uno scontro di cui il Comune non ha certamente bisogno, e che non avrebbe potuto far partecipare i tanti sottoscrittori della petizione che risultano in altro comune, o viceversa coinvolgere nello stesso i cittadini dell'intera provincia. Per quanto riguarda il progetto dell’impianto sono state fornite indicazioni dettagliate su impianti simili, tenuto conto che non è il Comune a dover predisporre il progetto e che in Calabria sono previsti ben sei impianti aventi la medesima tipologia impiantistica.
L’Amministrazione si è resa disponibile, nonostante alcuni commenti inqualificabili di consiglieri di minoranza, a organizzare delle visite ad impianti simili per constatare di persona le reali condizioni operative e ambientali in cui sono situati. La proposta è molto semplice: "non credete a me ma almeno crederete ai vostri occhi." Anche qui chiusura totale, a negare anche l’evidenza.

Rammarica infine l’allarmismo che viene generato, senza avere contezza alcuna sul ciclo dei rifiuti che, già oggi, ha regole ferree ben determinate, la cui mancata esecuzione porta ad incorrere in azioni penali. Già oggi in discarica non si smaltisce il rifiuto tal quale ma solo una frazione secca priva della parte organica, la sola che influisce sulla proliferazione di cattivi odori e che va in decomposizione.

Il nuovo impianto, la piattaforma di recupero spinto prevista a Sant'Onofrio, è di gran lunga più avanzata a livello tecnologico rispetto agli impianti odierni, migliorando ulteriormente i risultati che si raggiungono oggi. Questo ci porta ad affermare senza alcun dubbio che nel nuovo impianto, che accetterà solo i rifiuti urbani, la parte di umido verrà separata e avviata alla produzione di bio-metano, mentre sarà avviata a smaltimento solo la parte secca non recuperabile.

Quanto poi alla circolazione veicolare di camion che trasportano i rifiuti non ci sarà nessuna invasione. Oggi i camion dei rifiuti vengono inviati all'impianto di Lamezia Terme via autostrada, con l'ecodistretto raggiungeranno la sede dell’impianto sempre attraverso l’autostrada, ma risparmieranno molta strada rispetto ad oggi con una minore spesa per i cittadini della provincia di circa un milione di euro l’anno.

Salute dei cittadini e rispetto dell’ambiente sono punti fermi e imprescindibili dell’Amministrazione di Sant'Onofrio, e non saranno messe a rischio dalla nascita dell'ecodistretto, il quale invece produrrà occupazione sia nella fase di realizzazione che in quella di gestione. Lo sviluppo sarà vero mentre le paure che vengono ventilate sono evidentemente strumentali. L’Amministrazione comunale di Sant'Onofrio ne è così convinta tanto da proporre degli incontri tematici su tali argomenti, invitando al confronto l'ASP e i medici, nonché le associazioni ambientaliste ed agricole.

Al Comitato rivolgiamo un appello a tornare indietro sui propri passi e ad accettare un ruolo di vigile osservatore sul processo avviato, in tutte le fasi di realizzazione e di successiva gestione, insieme a rappresentanti delle associazioni agricole ed ambientaliste.

Il Sindaco
Onofrio Maragò

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