Sant’Onofrio - Il Sindaco Maragò fa il punto sulla gestione post operativa della discarica di RSU sita in Loc. Palombara e misure programmate

La vecchia discarica di RSU ed assimilabili, è situata in Loc. Palombara a 6 Km dal centro abitato del comune di Sant’Onofrio e 500 m dall’alveo del Fiume Mesima. Essa era stata progettata per il conferimento dei rifiuti solidi urbani non pericolosi, provenienti da un bacino d’utenza di circa 7000 persone, popolazione residente nei comuni di Sant’Onofrio e Maierato per una durata di circa 5 anni.
L’impianto di discarica è stato realizzato sulla base di un contributo regionale di circa 300.000.000 di lire, afferente al programma ambientale 1998/1993. La progettazione è stata affidata all’Ing. Salvatore Disì e all’Ing. Francesco Defina, i quali attraverso calcoli progettuali hanno previsto una capienza di circa 11 000 mc di rifiuti che sommati ai volumi di strato argilloso utilizzato per ricoprire gli stessi attraverso attività di copertura giornaliera si arriva ad una capacità totale di circa 13.600 mc.


I lavori di realizzazione sono stati ultimati il 22/09/1998  dall’impresa Euro Eco SPA (Roma). Da progettazione era stato previsto:
Sbancamento in media 4 m di profondità 
Posizionamento sul fondo di uno strato spesso 1 m di materiale ad alta impermeabilità (argilloso).
Sullo strato impermeabile posizionamento di uno strato sabbioso spesso 5 cm all’interno del quale dovrà essere posizionata una tubazione microfessurata collegata all’esterno in un pozzetto in c. a.  che fungerà da monitoraggio relativamente ad eventuali perdite di percolato.
Sopra lo strato sabbioso è posizionata una geomembrana spessa 2 mm con lo scopo di proteggere il sottosuolo da qualsiasi contaminazione.
Sopra la geomembrana è previsto uno strato permeabile sabbioso-ghiaioso drenante spesso 30-35 cm che servirà a raccogliere in compluvio con pendenze sup. al 2% il percolato e le acque meteoriche. Sempre all’interno di questo strato è previsto un sistema di tubi 200 mm in PEAD microfessurati disposti a spina di pesce che vanno a confluire in pozzetti  pvc 40x40x40 cm.
Vasca di raccolta del percolato di circa 58  mc con annesso sistema di sollevamento a ricircolo e distribuzione del percolato sulle masse di rifiuti, in modo tale da mantenere un grado di umidità all’interno per accelerare i processi di decomposizione ed in più evitare che gli stessi siano soggetti ad incendio. Inoltre la vasca dovrà essere svuotata per mezzo di autobotti ed il percolato dovrà essere trasportato presso impianti di trattamento.
drenaggio del bio-gas e relativo smaltimento in atmosfera,  è stato previsto come da progettazione un sistema di blocchi di drenaggio connessi a tubi forati in pvc pesante, i quali veicoleranno i gas nell’atmosfera. ( La normativa DPR 10 sett. 1982 n. 915 art. 4 prevede che lo smaltimento dei bio-gas deve essere mantenuto anche dopo la chiusura della discarica per il periodo di tempo stabilito dall’autorità competente.) 
Succesivamente è stato previsto un sistema di impermeabilità superficiale per garantire il drenaggio delle acque superficiali attraverso delle sistemazioni idrauliche ai fianchi e piantumazione di alberi nelle condizioni sia parziali che finali.
Sistema antincendio progettato attraverso l’installazione di un serbatoio in acciaio zincato di 5000 litri con una serie di idranti alloggiati in cassette normalizzate.
Fabbricato deposito attrezzi 4x3 m. gruppo elettrogeno, motore, quadro elettrico, alternatore.
Recinzione dell’intera area .

L’autorizzazione per l’esercizio della discarica consortile è avvenuta con Ordinanza Commissariale n. 234 del 28/09/1998 con attivazione dell’impianto ed inizio conferimento il 15 ottobre 1998.
Successivamente all’apertura dell’impianto il Commissario Delegato per l’emergenza rifiuti regione Calabria, con le seguenti Ordinanze Commissariali n. 330 del 25/11/98, n. 343 del 02/12/98, n. 348 02/12/98, n. 395 del 18/12/98, n. 447 del 31/12/98, autorizzava al conferimento di RSU dei comuni di Filogaso, Capistrano, Dasà, Vallelonga, San Nicola da Crissa, Dinami e Pizzoni aumentando così il bacino di utenza da 7000 a poco più di 20.000 persone.
In una Nota riportata dall’ufficio tecnico del comune di Sant’Onofrio da parte del Resp. del servizio Geom. Renato Maragò datata al 22/01/1999,  si comprende chiaramente tramite calcoli statistici, come decresce la durata di vita della discarica attraverso la stima che un bacino di utenza di 20.000 persone produce 7.391,25 t/anno che equivalgono a 5.913 mc, affermando che in base a questi dati la discarica consortile passa da una durata di 5 anni ad una durata circa di 1,35 anni.
Successivamente con una Disposizione del Commissario Delegato per l’emergenza rifiuti Regione Calabria n. 36 datata 09/08/1999 a causa di un incendio avvenuto alla discarica di Cardinale (CZ) che ne ha determinato la sospensione temporanea fino al ripristino, sono stati autorizzati a conferire i RSU presso la discarica consortile del comune di Sant’Onofrio i comuni di: Cardinale, Satriano, Serra San Bruno, Simbario, Brognaturo,  Spadola, Mongiana, Fabrizia, Nardo di Pace, Torre Rugiero, Argusto, Chiaravalle e successivamente con Ordinanza n. 831 del 01/12/1999 sono state autorizzate anche le Comunità Montane.

In data 01/03/2000 con una ordinanza n.98 da parte del  Commissario Delegato per l’emergenza rifiuti Regione Calabria, viene disposta la chiusura e la messa in sicurezza della discarica di Sant’Onofrio sita in Loc. Palombara come aveva previsto il geom. dell’Ufficio Tecnico un anno prima.
Negli anni successivi alla chiusura della discarica, non risulta agli atti che sia stato eseguito un piano di bonifica del sito, nonostante la richiesta del Resp. Area tecnica comunale di un progetto di bonifica di circa 40.000 euro che però non ha ottenuto finanziamento dalla Regione Calabria.

Nel 2015 il laboratorio chimico EcoControl è stato incaricato dal Sindaco pro tempore di eseguire un piano di campionamento con lo scopo di monitorare il sito comprendente l’area della  discarica. Dal verbale di campionamento si evince che ci sono alcuni punti sulla superficie della discarica dove si osserva la fuoriuscita di fumi bianchi. In particolare sono stati effettuati 15 punti di misura sia lungo il perimetro della discarica che all’interno della stessa.
I punti perimetrali non hanno presentato alcuna presenza di sostanze organiche volatili in quantità superiori ai limiti di rilevabilità strumentali (1 ppm v/v), mentre i punti all’interno hanno evidenziato valori di carbone organico totale prossimi ai 10000 ppm v/v il che suggerisce la presenza di metano, difatti confermato al rilevatore IR con valori che vanno dal 0.7 al 0.9 % v/v .

Nell’autunno del 2016 a seguito di un sopralluogo è emerso lo stato di incuria e di abbandono dell’impianto in questione con gran parte della recinzione perimetrale mancante. Per le condizioni del terreno poco praticabile e la folta vegetazione presente non è stato possibile effettuare una ricognizione approfondita lungo tutto il perimetro. Ad ogni modo è sembrato evidente che, in assenza di interventi nel corso degli anni precedenti, fosse molto probabile che la vasca di raccolta del percolato traboccasse all’esterno. Da questa costatazione è originata la preoccupazione espressa dal Sindaco. Inoltre, costatata l’assenza degli impianti e macchinari, previsti da progetto, necessari ad un possibile rimontaggio del percolato sul cumulo nessun intervento poteva essere programmato fino a quando non ci fossero state condizioni climatiche favorevoli per far arrivare sul posto con mezzi meccanici e, soprattutto, con un autospurgo.

Nella primavera del 2017 un sopralluogo in località Palombara ha confermato la situazione preesistente alla precedente ispezione per cui è stata avviata la procedura per il ripristino di parte della recinzione perimetrale atta a scongiurare intromissioni non autorizzate e possibili scarichi abusivi. Per la folta vegetazione e la presenza di campi coltivati non è stato possibile operare una ispezione della vasca di raccolta del percolato.
Nel giugno 2017 un ulteriore sopralluogo sul sito della discarica da parte degli amministratori comunali, grazie alla rimozione della vegetazione che ostacolava l’accesso in alcuni punti perimetrali, ha consentito  di constatare che la vasca di raccolta del percolato si presentava ricolma. 
Sulla base di questa osservazione è stata inoltrata richiesta al CORAP di Vibo Valentia (Prot. n. 2582 del 27/06/2017) per pianificare un intervento di scolmatura della vasca, tramite aspirazione del percolato per mezzo di autobotti e trasporto presso i propri impianti di trattamento.
Dalle notizie rinvenute presso l’ufficio tecnico e dagli atti si evince che negli anni successivi alla chiusura della discarica di località Palombara sono stati effettuati pochissimi interventi previsti dalla gestione post operativa (copertura cumulo per lo più) ma nessun intervento di scolmatura è stato mai operato.
Nel caso in cui l’ATO n. 4 di Vibo Valentia decidesse di allocare l’ecodistretto in località Palombara a Sant’Onofrio è intenzione di questa Amministrazione chiedere la bonifica completa della vecchia discarica presente come una misura di compensazione ambientale.

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