Considerazioni del Sindaco sulle dichiarazioni di Domenico Villì

Atteggiamento scorretto e ipocrita quello de sindaco di Vazzano Domenico Villì.

Gazzetta del Sud del 26 marzo 2017
A seguito della proposta circa l'Eco-distretto, avanzata nel corso dell’ultima riunione dell’Ato n. 4 di Vibo Valentia convocata per la individuazione del sito in cui allocare la piattaforma di recupero spinto dei rifiuti, l’Amministrazione di Sant’Onofrio ha convocato dapprima un incontro con i consiglieri di minoranza e quindi con le Amministrazioni dei Comuni contigui finalizzati ad esporre nel dettaglio le motivazioni che hanno portato a formulare la possibilità e l’opportunità di localizzare a Sant’Onofrio un sistema integrato per la gestione dei rifiuti urbani della provincia.

Nella citata riunione erano stati invitati i sindaci e i consiglieri comunali dei Comuni di Stefanaconi, Maierato, Filogaso e Vazzano, e si è avuto modo di confrontarsi e di esporre le rispettive posizioni. Il sindaco Villì è stato chiaro nell’esporre il suo pensiero. Ma non si è fermato qui perché nei giorni seguenti ha integrato l’ordine del giorno del consiglio comunale di Vazzano, già convocato in precedenza, per convalidare la propria posizione.

Leggo quanto discusso e deliberato dal consiglio comunale di Vazzano, che naturalmente rispetto, ma è stato scorretto da parte di Villì utilizzare la proposta sulla localizzazione dell’Eco-distretto per fini propagandistici in vista dell’imminente campagna elettorale o peggio per una sua personale posizione dettata da acredine nei confronti di un suo diretto oppositore.

Mi dispiace leggere alcuni commenti che non tengono in alcun conto dell’effettiva proposta avanzata dal sottoscritto e che era stata consegnata in tre cartelle stampate in occasione dell’incontro di Sant’Onofrio. In merito vorrei chiedere al collega se aveva esteso l’invito ai componenti dell’amministrazione comunale e se nella seduta del consiglio comunale è stata presa in considerazione la documentazione consegnata al Sindaco, anche per sapere se la delibera consiliare è stata assunta con completezza e correttezza di informazioni per la parte che mi compete.

La delibera del consiglio comunale di Vazzano, che attendo di leggere appena sarà pubblicata, sembra di capire si oppone a qualsiasi tipologia di impianto per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti che dovesse realizzarsi nel Comune di Sant’Onofrio. Ci spieghi allora il sindaco Villì se a seguito di tale delibera intenda procedere alla chiusura dell’impianto di trattamento della frazione organica operante nel comune di Vazzano visto e considerato che in base alle norme ha lo stesso impatto che avrebbe la piattaforma di recupero spinto, lo spieghi ai suoi concittadini che lavorano presso questo impianto e a quei consiglieri di minoranza dei comuni viciniori che alzano il vessillo della contrarietà a priori solo per conquistarsi un po’ di consenso nelle prossime elezioni comunali: intende chiedere la chiusura di tale impianto?

L’Amministrazione di Sant’Onofrio, che da poche settimane conferisce l’organico della raccolta differenziata all’impianto di Vazzano, al contrario ritiene che questo deve essere potenziato e integrarsi nell’Eco-distretto dell’Ato n. 4 di Vibo Valentia. È strano che solo pochi giorni fa Villì in quel di Sant’Onofrio, opponendosi a qualsiasi iniziativa privata in questo settore, avanzava l’ipotesi che l’Ato acquistasse l’impianto della Eco Call Spa di Vazzano, cosa però che non è prevista dal Piano regionale e contraddice quanto poi proposto in Consiglio Comunale.

Visto e considerato che il Sindaco Villì mi ha voluto tirare in causa nella sua battaglia personale ed elettorale, vorrei ricordargli che nel recente passato quando rivestiva il ruolo di vice sindaco ha deliberato a favore della realizzazione di più impianti per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti da localizzare nel territorio di Vazzano. Ebbene ci fornisca le motivazioni per questo cambio di decisione, onde verificare se coincidono con quanto è risaputo ai suoi concittadini.

Sono dispiaciuto nel constatare il ripetersi di un atavico difetto calabrese che ci porta ad opporci a prescindere a qualsiasi proposta provenga dal vicino, per cui spesso, troppo spesso, finiamo per non fare nulla e accumulare ritardi che si riflettono negativamente sulle nostre comunità. Per quel che mi riguarda sono sempre pronto e disponibile per fornire chiarimenti sulla proposta avanzata, suffragata adeguatamente da dati, documentazione tecnica e normativa.

Aspetto di essere invitato da chiunque abbia voglia di discuterne e che non abbia già una posizione precostituita.

Vogliamo bene al nostro Paese!

Sant’Onofrio: Via Papa Giovanni XXIII° - Sabato 25 Marzo ore 10:02
Oggi sabato 25 marzo, gli Operatori comunali hanno ripulito Via Papa Giovanni XIII°, da sacchetti di spazzatura e materiale di ogni genere, abbandonate nelle settimane scorse in una delle zone più belle del nostro paese.
Si invita la cittadinanza a seguire il calendario della Raccolta differenziata, il nostro paese lo merita. 
La nostra piccola comunità e composta da tanta brava gente, che ama le nostre tradizioni, abitudini e soprattutto l’ambiente dove vive. Pertanto, chiediamo a tutti i cittadini di collaborare.
Vogliamo spiegare bene cosa significa raccolta differenziata, ricordando che: la raccolta differenziata dei rifiuti ne consente il recupero e la riutilizzazione e ha pertanto un duplice obiettivo. Evitare l’accumulo di rifiuti nell’ambiente e ridurre lo spreco di energia e di materie prime.
Per fa sì che i nostri rifiuti vengano correttamente smaltiti, e quindi riciclati è necessario che siano divisi a seconda del materiale di cui sono costituiti, separando anche il rifiuto secco dal rifiuto umido.
La parte “secca” dei nostri rifiuti va poi distinta in secco riciclabile (vetro, carta, plastica) 

La gestione dei rifiuti urbani: da rifiuto a risorsa

Sono a tutti palesi le criticità connesse alla gestione dei rifiuti urbani in ambito regionale. Il cittadino constata con una certa ciclicità la permanenza dei rifiuti nei centri abitati per un tempo superiore al normale ritiro per il successivo inoltro in “discarica”. Questo è il primo problema avvertito e sofferto che ha origine principalmente nelle problematiche relative agli impianti di trattamento e di smaltimento. Questi ultimi, le “discariche”, sono ormai al collasso, a fronte di un ritardo cronico nel voler cambiare modalità di gestione dei rifiuti, e assurgono agli onori della cronica per le giuste proteste di quei cittadini che si trovano a vivere ad una distanza dal sito di smaltimento inferiore ai giusti limiti di vivibilità.
Ancora oggi il ciclo di gestione dei rifiuti in Calabria soffre della difficoltà a far fronte alle emergenze che porta spesso a dover assumere decisioni che pesano in misura determinante nelle tasche dei cittadini. Infatti, si producono troppi rifiuti e la loro differenziazione per tipologie è ancora troppo bassa. Questo comporta una produzione di rifiuti indifferenziati elevata, che richiede oneri di trasporto e di trattamento proporzionalmente alti, nonché induce a dover ricorrere a conferimenti anche fuori regione.
A questo si aggiunge una scarsa sensibilità di cittadini che abbandonano i rifiuti per le strade, che non trova giustificazione alcuna nelle criticità nel sistema di raccolta, e delle purtroppo numerose discariche abusive che si intravedono nei luoghi meno frequentati del nostro territorio. Questi ultimi sono problemi che non si risolvono con i sistemi di controllo e sorveglianza, seppure siano necessari, ma con una proposta organizzativa che annulli tutti i possibili alibi, unitamente a punizioni esemplari.
Già oggi, i cittadini devono sapere che non è possibile scaricare i rifiuti indifferenziati direttamente in discarica senza subire un trattamento di selezione in idonei impianti. Questo va rimarcato per sfatare un luogo comune molto diffuso che porta a ritenere che in discarica finiscano tuti i rifiuti tal quali. Quello che invece non viene tenuto nella giusta considerazione sono i costi di trattamento e smaltimento che sono proporzionali ai quantitativi conferiti con tariffe a tonnellata via via più alte in base alla minore percentuale di differenziazione dei rifiuti prodotti. Pertanto risulta dannoso per le tasche dei cittadini conferire nella frazione indifferenziata quantità di rifiuti che potrebbero essere avviati ad altro ritiro che potrebbe avvenire in molti casi a costo zero.
Per un comune con meno di 5000 abitanti è possibile avere una idea di come cambia la tariffa al variare della metodologia di gestione dei rifiuti facendo riferimento al rapporto rifiuti 2015 (ISPRA), riferito all’anno 2014. Nella seguente tabella vengono riportati i costi totali pro capite (€/ab per anno) del ciclo integrato in base agli obbiettivi di raccolta differenziata, ipotizzando diverse modalità di gestione dei materiali raccolti.
Comuni con classe di popolazione minore di 5000 abitanti
Percentuale di gestione
Costo totale procapite (€/ab per anno)
Discarica
%
Incenerimento %
Trattamento Meccanico-Biologico %
Altra forma di gestione%
Scenario 1
20%<RD< 40%
44,6
27,6
13,9
13,9
143,07
Scenario 2
40%<RD<60%
32,2
15,6
36,2
16,0
133,96
Scenario 3
RD > 60%
30,1
8,2
48,1
13,6
115,93
Si può notare che tanto maggiore è la quantità di rifiuti differenziati tanto minori sono i  conferimenti in discarica e i costi totali per abitante.

Finalmente la Regione Calabria, con l’approvazione a dicembre scorso del Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti, si è dotata di una strategia moderna e di un piano d’azione coerente e concreto nel quale vengono indicate chiaramente le cose da fare e chi le deve fare. L’implementazione del Piano regionale è imprescindibile sia per conseguire importanti obiettivi ambientali e di decoro dei nostri contesti territoriali, sia per evitare le pesanti sanzioni previste per quelle comunità che non adottino sistemi di gestione dei rifiuti adeguati.
Nel contesto regionale, sulla base degli obiettivi della suddetta pianificazione, si punterà a destinare allo smaltimento in discarica, quale opzione residuale a valle dei trattamenti di recupero e di riciclo, una quantità di rifiuto urbano inferiore al 20%. E’ in questo punto che si concretizza l’espressione “obiettivo zero discariche”. L’obiettivo “zero discariche” verrà quindi perseguito nella pianificazione di settore attraverso il ricorso alla discarica come opzione residuale con una drastica riduzione degli smaltimenti, che riguarderanno solo le frazioni non riciclabili, a valle dei trattamenti di recupero/riciclo dei rifiuti urbani.
Il Piano regionale cambia completamente l’approccio nella gestione dei rifiuti. Infatti, viene declinata la gerarchia delle operazioni di gestione dei rifiuti:
1.      Prevenzione: misure finalizzate alla riduzione nella produzione di rifiuti o a facilitare il recupero/riutilizzo di materiali da mettere in atto nelle fasi produttive e commerciali dei beni di consumo;
2.      Preparazione per il Riutilizzo: azioni e strumenti messi in campo per massimizzare una ottimale separazione delle diverse tipologie di rifiuto urbano da avviare alle successive fasi di riutilizzo;
3.      Riciclaggio: misure e impianti finalizzati a favorire al massimo la riammissione in ciclo dei materiali recuperati;
4.      Recupero: misure e impianti impostati per consentire il recupero delle materie prime seconde provenienti dai rifiuti urbani per la produzione di nuovi prodotti e/o di energia;
5.      Smaltimento: contempla la fase finale per tutto ciò che non potrà essere riciclato o recuperato e quindi avviato in discarica.
Sulla base delle suddette priorità, il nuovo Piano regionale rispetto al passato fissa, tra gli altri, i seguenti obiettivi che sono in linea con quanto previsto a livello europeo:
·        Recupero di almeno il 50% dei materiali provenienti dai rifiuti domestici entro il 2020 (riutilizzo, riciclaggio e recupero di: carta, metalli, plastica, legno, vetro, organico);
·        incremento del recupero della frazione organica per la produzione di compost di qualità;
·        recupero energetico delle frazioni di rifiuto per le quali non è possibile alcun recupero di materia;
·        minimizzazione dello smaltimento, a partire dal conferimento in discarica, ridotto al 20%;
·        raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro il 2020.
Per conseguire i suddetti obiettivi il Piano regionale ha previsto per i diversi contesti territoriali gli interventi necessari in termini di investimenti e ha individuato per la gestione del ciclo dei rifiuti cinque Comunità di Ambito costituite dai Comuni delle rispettive province e rappresentate dai relativi Sindaci.
Tra gli investimenti previsti vi è un consistente intervento per finanziare un rafforzamento della raccolta differenziata dei rifiuti. È già stato attivato un bando per i comuni con più di 5000 abitanti e sta per essere pubblicato quello per i comuni più piccoli. La finalità è quella di sostenere nuovi investimenti atti a migliorare e accrescere la raccolta differenziata che sarà successivamente avviata al riciclo-recupero.
Sono altresì previsti investimenti in nuove soluzioni impiantistiche sia di ammodernamento e potenziamento di quelli esistenti sia di nuovi.
In particolare per l’ATO 4 di Vibo Valentia è prevista la realizzazione di una Piattaforma di recupero spinto MPS dai Rifiuti urbani residui (indifferenziata), per la valorizzazione della frazione di Rifiuti Differenziati secca, per il compostaggio anaerobico. Allo scopo sono stati stanziati ben 45 milioni di euro a valere sul Patto per la Calabria rifiuti CIPE 160/2016.
La Piattaforma di recupero spinto MPS ha la seguente composizione:
1. Linea REMAT di recupero delle frazioni riciclabili contenute nei Rifiuti Urbani indifferenziati;
2. Linea REMAT per la gestione del multi-materiale da raccolta differenziata;
3. Linea di valorizzazione degli imballaggi cellulosici operante in convenzione con i Comuni e con COMIECO;
4. Linea di valorizzazione del legno da RD, convenzionata con RILEGNO;
5. Piattaforma di gestione del vetro;
6. Linea di trattamento anaerobico della FORSU e della raccolta del verde pubblico (RV) con produzione di biogas e upgrading a biometano, e produzione di un ammendante compostato misto di qualità.

L’impianto previsto per Vibo Valentia dovrebbe essere simile a quello di Oslo, gestito dalla ROAF, che è quello più recente in termini di realizzazione e rappresenta attualmente l’avanguardia tecnologica dello stato dell’arte più evoluto di impianti di recupero di materie da Rifiuti Urbani indifferenziati.

C’è chi dice no, a prescindere

Nel pomeriggio di giovedi 16 marzo si è svolto un incontro interlocutorio tra i consiglieri comunali di Sant’Onofrio, maggioranza e minoranza. Il Sindaco aveva chiesto un incontro urgente già per la giornata di mercoledì per fornire informazioni dirette e di dettaglio circa la proposta avanzata nella seduta dell’ATO n. 4 di Vibo Valentia convocata per martedì 14 marzo e avente all’ordine del giorno la definizione della localizzazione della prevista piattaforma per il recupero spinto dei rifiuti.
Nell’occasione il Sindaco ha messo all’attenzione dei presenti l’attuale situazione nella gestione dei rifiuti che interessa il comune di Sant’Onofrio, così come gli altri comuni della provincia, e che si presenta molto critica per i problemi connessi al conferimento alla piattaforma localizzata presso l’area industriale di Lamezia. Qui la frazione indifferenziata dei rifiuti viene trattata con mezzi meccanici al fine di separare il più possibile i materiali riutilizzabili prima di inviare in discarica quello non recuperabile. Il Sindaco ha quindi illustrato nel dettaglio quello che prevede il nuovo Piano regionale che prevede una raccolta differenziata spinta in ogni comune (oltre il 65%), con una attenzione particolare alla frazione organica, destinando il restante 35% di rifiuti indifferenziati alle piattaforme di recupero spinto MPS che consentirebbero di recuperare un quota importante di materie prime seconde riducendo lo smaltimento in discarica a meno del 20% (pari al 7% dei rifiuti indifferenziati totali e senza sostanze di natura biodegradabile). Il Piano regionale, ha informato il Sindaco, prevede che ogni ATO possa essere un Eco-distretto autosufficiente a coprire tutte le esigenze di gestione dei rifiuti del territorio di competenza individuando per l’ATO n. 4 le risorse necessarie a costruire la nuova piattaforma, mentre ha indicato la necessità per l’ATO di dotarsi di una discarica per un fabbisogno decennale di 200 mila metri cubi per la quale però non ha previsto risorse finanziarie. Messe insieme queste informazioni di base, illustrate anche con la visualizzazione di alcune pagine del Piano regionale per la gestione dei rifiuti, il Sindaco ha informato i presenti della vigenza di un progetto per la realizzazione di una discarica di servizio in località Palombara nel Comune di Sant’Onofrio presentato da privati e attualmente in fase di valutazione VIA alla Regione Calabria. Tutti i presenti hanno affermato di esserne a conoscenza poiché trattasi di un progetto che era stato osteggiato negli anni passati fino al suo ritiro poiché prevedeva lo smaltimento di rifiuti pericolosi (ritiro obbligato poiché non è consentito lo smaltimento di rifiuti pericolosi in tutta la Calabria). Il Sindaco ha quindi fornito spiegazioni in merito alla proposta inoltrata alla Comunità d’Ambito solo il giorno prima dell’Assemblea convocata. In particolare la piattaforma di recupero spinto funzionerebbe allo stesso modo in qualsiasi ambito venga allocata tra quelli aventi i requisiti necessari, ma sulla tariffa che si andrà a scaricare nelle tasche dei cittadini incide il costo di trasporto fino alla piattaforma e da questa alla discarica. Pertanto una soluzione ottimale sarebbe quella di allocare i due impianti nelle immediate vicinanze e ambedue in prossimità di arterie stradali primarie. Sulla base di queste considerazioni è stato chiesto alla Comunità d’Ambito di valutare, sulla base di criteri tecnico-economici, insieme alle altre proposte la possibile localizzazione della piattaforma di recupero spinto in località Palombara ottenendo così una sinergia impiantistica ed una condivisione delle reti e delle strutture ausiliarie prospicenti tale da qualificare il sito come un “sistema integrato per il trattamento dei rifiuti” o Eco-distretto. Al termine dell’articolata relazione del Sindaco, i consiglieri di minoranza hanno espresso unanimemente la loro contrarietà alla discarica con leggeri distinguo l’uno dagli altri, anche allorquando è stato ribadito che si trattava di valutare un progetto strategico che comprende la nuova discarica certo, ma include la bonifica della vecchia discarica e la costruzione di un nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti necessario a tutto il territorio di Vibo Valentia. Dispiace che i consiglieri di minoranza abbiano dimostrato una partecipazione all’incontro già prevenuta e bloccata sulle proprie convinzioni che per loro stessa ammissione poggiavano su mancanza di informazioni e sulla precedente avversione nei confronti del progetto di discarica ormai archiviato. Anche quando è stato chiesto a tutti i presenti di offrire un contributo costruttivo per delineare tutte le possibili criticità connesse alla realizzazione di siffatti impianti è stato frapposto un atteggiamento di attesa che è sfociato in una rappresentazione della realtà molto parziale e disorientante. Dopo questo primo incontro di confronto tra i consiglieri comunali, saranno proposti ulteriori momenti di approfondimento che coinvolgeranno anche gli amministratori dei comuni limitrofi a Sant’Onofrio allo scopo di fugare le notizie distorte che vengono veicolate con obiettivi miopi e di accaparramento di un consenso fondato sulle paure del cambiamento. Infatti prima della prossima riunione della Comunità d’Ambito è stato assunto un impegno a verificare la fattibilità della proposta presentata dal Comune di Sant’Onofrio verificandone gli aspetti tecnico-economici da confrontare con le alternative sul tavolo. In proposito l’attuale Amministrazione di Sant’Onofrio accetta il confronto serio e costruttivo con chiunque ritenendo che scelte importanti per la collettività, sia della propria comunità che dell’intera provincia, debbano essere assunte a seguito di valutazioni corrette e complete e non già su luoghi comuni e informazioni prive di fonti valide.

XXII Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie


Il 21 Marzo, primo giorno di primavera, a Locri si svolgerà una manifestazione nell’ambito della XXII Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera e Avviso Pubblico, in collaborazione con la Rai Responsabilità Sociale, la Conferenza Episcopale Calabra e con il patrocinio del Comune di Locri e sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

La Giornata della Memoria e l'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, assume un significato evocativo poiché in quel giorno di risveglio della natura si rinnovi la primavera della verità e della giustizia sociale. Ogni anno in una città diversa, vengono ricordati i nomi delle vittime innocenti, per ricordarci sempre che a quei nomi e alle loro famiglie dobbiamo un pegno per la dignità dell'Italia intera

A partecipare anche il Comune di Sant’Onofrio con la presenza del Sindaco, della Giunta e di consiglieri comunali, per esprimere vicinanza a Libera ed ai familiari delle vittime di mafia, ma anche per affermare che potrà esserci sviluppo e crescita civile solo se sapremo arginare e sconfiggere la cultura e la presenza mafiosa.

Sant'Onofrio: Nuovo Calendario (Raccolta Differenziata)

Comune di Sant'Onofrio - 
Nuovo Calendario "Raccolta Differenziata"
A partire da lunedì 20 marzo 2017 entrerà in vigore sul territorio comunale il nuovo calendario per raccolta dei rifiuti urbani per le utenze domestiche.

Il Baratto Amministrativo. Una scelta sociale

Il Consiglio Comunale, con votazione unanime, con la delibera di Consiglio n. 07 del 09/02/2017 ha approvato il Regolamento sul "baratto amministrativo".


Con esso si introduce la possibilità di applicare una prestazione di pubblica attività verso l'Ente Comunale, e quindi alla comunità, in sostituzione del pagamento della tassa o del tributo inerente al servizio reso.

Entro breve la Giunta fisserà l’importo complessivo del “baratto amministrativo” che potrà essere riconosciuto, nella salvaguardia degli equilibri di bilancio. A seguito di questo atto, sarà l'ufficio dell’Area Tecnica a predisporre uno o più progetti di intervento, identificando, per ciascuno, il numero di ore di prestazione operativa complessivamente previste che possono essere proposte con il baratto amministrativo.

Su impulso dell'Amministrazione Comunale guidata da Onofrio Maragò, la Commissione per i Regolamenti ha regolamentato le modalità d'applicazione delle norme sul baratto amministrativo, introdotte dal Decreto Legge 12/09/2014 n° 133 (Sblocca Italia).

Il Baratto Amministrativo è quindi da considerarsi una misura a sostegno delle famiglie che più soffrono la congiuntura economica negativa. I destinatari dei progetti potranno dunque svolgere mansioni che comunque non altereranno la pianta organica del Comune.

In attesa della determinazione di giunta, i cittadini che dovessero essere interessati, possono sin da subito rivolgersi agli sportelli comunali, dando suggerimenti e spunti che possano indirizzare meglio le determinazioni amministrative.

Regolamento: Baratto Amministrativo

L'Amministrazione Comunale di Sant'Onofrio ha approvato il seguente regolamento


Approvato con Deliberazione del C. C. n. 07 del 09.02.2017

ARTICOLO 1
RIFERIMENTI LEGISLATIVI
L’articolo 24 della Legge 11.11.2014, n.164 «Misure di agevolazione della partecipazione del-le comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio» disciplina la possibilità per i Comuni di deliberare riduzioni o esenzioni di tributi a fronte di interventi per la riquali-ficazione del territorio, da parte di cittadini singoli o associati.
L’art. 190 («Baratto Amministrativo») del D.Lgs. n. 50 del 2016 “Nuovo Codice dei Contratti Pubblici” così recita: «Gli enti territoriali definiscono con apposita delibera i criteri e le condi-zioni per la realizzazione di contratti di partenariato sociale, sulla base di progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché individuati in relazione ad un preciso ambito territoria-le. I contratti possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, piazze o strade, ovvero la loro valorizzazione mediante iniziative culturali di vario genere, in-terventi di decoro urbano, di recupero e riuso con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati. In relazione alla tipologia degli interventi, gli enti territoriali indivi-duano riduzioni o esenzioni di tributi corrispondenti al tipo di attività svolta dal privato o dalla associazione ovvero comunque utili alla comunità di riferimento in un'ottica di recupe-ro del valore sociale della partecipazione dei cittadini alla stessa».

ART. 2
FINALITÀ, OGGETTO ED AMBITO DI APPLICAZIONE
  1. Sono definiti “Cittadini Attivi” tutti i soggetti, singoli, associati o comunque riuniti in forma-zioni sociali, anche di natura imprenditoriale o a vocazione sociale che intendano offrire un contributo diretto e concreto in materia di tutela e valorizzazione del territorio.
  2. Il presente regolamento, in armonia con le previsioni della Costituzione e dello Statuto Comunale, disciplina le forme di collaborazione tra i cosiddetti “Cittadini Attivi” e l’Amministrazione in attuazione in attuazione dell’art. 118, ultimo comma, della Costituzio-ne e dei riferimenti legislativi di cui all’art. 1.
  3. Le disposizioni si applicano nel caso in cui l’intervento dei “Cittadini Attivi” risponda alla sollecitazione dell’Amministrazione Comunale o viceversa nel caso in cui l’Amministrazione Comunale valuti positivamente progetti degli stessi “Cittadini Attivi”.
  4. La collaborazione tra “Cittadini Attivi” e Amministrazione si estrinseca nell'adozione di atti amministrativi di natura non autoritaria.
  5. Il presente Regolamento disciplina lo svolgimento del servizio di cittadinanza attiva, espressione del contributo concreto al benessere della collettività, con l'obiettivo di radi-care nella Comunità forme di cooperazione attiva, rafforzando il rapporto di fiducia con l'Istituzione locale e tra i cittadini stessi.
  6. Il “Cittadino Attivo” è esempio per lo sviluppo della coscienza civica, protagonista della realtà comunale, attore dello sviluppo locale.
ARTICOLO 3
IL BARATTO AMMINISTRATIVO
Con il concetto di “baratto amministrativo” si introduce la possibilità di applicare l’articolo 2 del presente Regolamento, in corresponsione del mancato pagamento dei tributi comunali già scaduti, offrendo all’Ente comunale e, quindi, alla Comunità territoriale, una propria pre-stazione di pubblica utilità, integrando il servizio già svolto direttamente dai dipendenti e col-laboratori comunali.
Tale agevolazione è da considerarsi sostegno come forma di intervento di politica sociale in luogo di beneficienza pubblica.
Il “Baratto Amministrativo” rappresenta per i cittadini in condizioni di difficoltà economica una modalità di recupero crediti, altrimenti difficilmente esigibili.

ARTICOLO 4
APPLICAZIONE DEL BARATTO AMMINISTRATIVO
Il “Baratto Amministrativo” viene applicato, in forma volontaria, ai “Cittadini Attivi” che han-no tributi comunali non pagati alla data del 31 dicembre dell’anno precedente alla presenta-zione della domanda, iscritti a ruolo e non ancora regolarizzati, e che si trovano in accertate condizioni di difficoltà economica tali da impedirne la regolarizzazione.
I destinatari del “Baratto Amministrativo” non possono occupare, in alcun modo, posti vacan-ti nella pianta organica del Comune.

ART. 5
REQUISITI PER L’ATTIVAZIONE DEGLI INTERVENTI
  1. Nel caso di persone fisiche i“Cittadini Attivi” che intendono svolgere servizi e interven-ti di cui al presente regolamento devono possedere i seguenti requisiti:
    1. Età non inferiore ad anni 18;
    2. Idoneità psico-fisica in relazione alle caratteristiche dell’attività o del servizio da svolgersi;
    3. Assenza di condanne penali passate in giudicato;
    4. Prioritariamente cittadini del comune di Sant’Onofrio
    5. Prioritariamente cittadini con ISEE più basso e in condizioni di disagio
  2. Per le formazioni sociali o imprenditoriali di “Cittadini attivi” di cui al comma 1 dell’art. 2 del presente regolamento i requisiti richiesti sono:
    1. Scopi perseguiti compatibili con le finalità istituzionali del Comune di Sant’Onofrio;
    2. Le persone fisiche impegnate allo scopo del “Baratto Amministrativo” dovran-no possedere, in ogni caso, i requisiti di cui al comma 1 del presente articolo.
  3. L’attività svolta nell’ambito del servizio civico di cui al presente regolamento non de-termina in alcun modo l’instaurazione di un rapporto di lavoro di alcuna tipologia con il Comune di Sant’Onofrio.
ART.6
INDIVIDUAZIONE DELL’IMPORTO COMPLESSIVO E LIMITI INDIVIDUALI
In fase di approvazione del bilancio di previsione il Responsabile dell’Area Economico Finan-ziaria del Comune è chiamato a predisporre un riepilogo dell’ammontare di morosità dei tri-buti per gli anni precedenti, al fine di fissare con atto di Giunta comunale l’importo comples-sivo del “baratto amministrativo” che potrà essere riconosciuto identificando i relativi capito-li al fine di mantenere gli equilibri di bilancio.
La Giunta comunale fisserà altresì il limite massimo degli importi individuali che potranno essere riconosciuti con il baratto amministrativo, nonché il valore della singola ora di presta-zione.

ART. 7
IDENTIFICAZIONE DEL NUMERO DI MODULI
Il Responsabile dell’Area Tecnica del Comune predispone uno o più progetti di intervento di cui all’art. 1 del presente regolamento, identificando, per ciascuno, il numero di ore di pre-stazione operativa complessivamente previste che possono essere proposte con il baratto amministrativo suddividendole e accorpandole in moduli funzionali.

ART. 8
PATTO DI COLLABORAZIONE
  1. Il patto di collaborazione è lo strumento con cui Comune e cittadini attivi concordano tut-to ciò che è necessario ai fini della realizzazione degli interventi di cui al presente Rego-lamento.
  2. Il contenuto del patto varia in relazione al grado di complessità degli interventi concor-dati e della durata della collaborazione.
  3. Il patto, avuto riguardo alle specifiche necessità di regolazione che la collaborazione pre-senta, definisce in particolare:
    1. gli obiettivi che la collaborazione persegue e le azioni di cura condivisa;
    2. i moduli orari di prestazione assegnati;
    3. il periodo di svolgimento della collaborazione, le cause di sospensione o di conclu-sione anticipata della stessa;
    4. le modalità di azione, il ruolo ed i reciproci impegni dei soggetti coinvolti, i requisiti ed i limiti di intervento;
  4. Il patto di collaborazione disciplina le eventuali coperture assicurative dei privati contro gli infortuni e per la responsabilità civile verso terzi connessi allo svolgimento dell'attivi-tà, in conformità alle previsioni di legge e, in ogni caso, secondo criteri di adeguatezza al-le specifiche caratteristiche dell’attività svolta.
ART. 9
IL RUOLO DELLE SCUOLE
  1. Il Comune promuove il coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado, quale scelta strategica per la diffusione ed il radicamento delle pratiche di collaborazione nelle azioni di cura e di recupero dei beni comuni e per le attività di servizio civico.
  2. Il Comune collabora con le scuole per l’organizzazione di interventi formativi, teorici e pratici, sull’amministrazione condivisa dei beni comuni rivolti agli studenti e alle loro fa-miglie.
  3. I patti di collaborazione con le scuole possono prevedere che l’impegno degli studenti in azioni di cura e rigenerazione dei beni comuni venga valutato ai fini della maturazione di crediti curriculari.
ART. 10
OBBLIGHI DEL RICHIEDENTE
Il destinatario del “baratto amministrativo” opera a titolo di volontariato, prestando il pro-prio supporto in modo spontaneo e gratuito, in una logica di complementarietà e non di me-ra sostituzione di operatori pubblici o convenzionati con l’ente.
È tenuto a svolgere le proprie funzioni con la diligenza “del buon padre di famiglia” ed a mantenere un comportamento corretto e idoneo al buon svolgimento delle mansioni affida-tegli.
In particolare, deve comunicare tempestivamente al Responsabile di Servizio eventuali modi-fiche di orario, assenze o impedimento a svolgere la propria mansione.

ART. 11
REGISTRAZIONE DEI MODULI
In apposito registro sono riportati i giorni in cui i moduli operativi di intervento sono espli-cati, al fine di conteggiare il monte ore destinato dal singolo “baratto amministrativo”.
Lo svolgimento delle attività di cui al “baratto amministrativo” può essere compiuto sotto la supervisione di un dipendente comunale, su indicazione del Responsabile del Servizio.

ART. 12
ASSICURAZIONE
I cittadini che svolgono il servizio di cittadinanza attiva dovranno essere assicurati, come previsto dal comma 4 del precedente art. 8, per la responsabilità civile verso terzi connessa allo svolgimento dell’attività, nonché per gli infortuni che gli stessi dovessero subire durante lo svolgimento delle attività di cui al presente regolamento, in conformità alle previsioni di legge.

ART. 13
MATERIALI DI CONSUMO E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
  1. Il Comune fornisce i dispositivi di protezione individuale necessari per lo svolgimento del-le attività, i beni strumentali ed i materiali di consumo, salvo quanto diversamente stabilito nel patto di collaborazione di cui al precedente art. 8.
  2. Gli strumenti, le attrezzature ed i dispositivi vengono forniti in comodato d’uso e, salvo il normale deterioramento dovuto all’uso, devono essere restituiti in buone condizioni al ter-mine delle attività.
ART. 14
PREVENZIONE DEI RISCHI
  1. Ai cittadini attivi devono essere fornite, sulla base delle valutazioni effettuate, informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti in cui operano per il servizio civico e sulle misu-re di prevenzione e di emergenza adottate o da adottare.
  2. I cittadini attivi sono tenuti ad utilizzare correttamente i dispositivi di protezione indivi-duale che, sulla base della valutazione dei rischi, il Comune ritiene adeguati ed a rispettare le prescrizioni impartite.
ART. 15
CLAUSOLE INTERPRETATIVE
  1. Allo scopo di agevolare la collaborazione tra amministrazione e “Cittadini Attivi”, le dispo-sizioni del presente regolamento devono essere interpretate ed applicate nel senso più favorevole alla possibilità per i “Cittadini Attivi” di concorrere alle attività di servizio civico.
  2. L’applicazione delle presenti disposizioni in modo funzionale alla effettiva collaborazione con i “Cittadini Attivi” è espressione di spirito di servizio verso la comunità da parte dei Responsabili chiamate ad applicarle e tale propensione deve essere positivamente consi-derata in sede di valutazione.
  3. La Giunta Comunale, con proprio provvedimento, potrà fornire interpretazioni autentiche alle norme del presente regolamento.
Il presente regolamento è stato pubblicato all'Albo Pretorio del Comune di Sant'Onofrio

Regolamento: Per la distribuzione di materiale promozionale attraverso il volantinaggio o il “porta a porta”

L'Amministrazione Comunale di Sant'Onofrio ha approvato il seguente regolamento


Approvato con Deliberazione del C. C. n. 07 del 09.02.2017

ART. 1
FINALITÀ
  1. Il presente Regolamento intende ordinare la distribuzione di materiale pubblicitario (cosiddetti “volantini”) di carattere commerciale a domicilio con metodo del “porta a porta” o a mano, effettuata da persone incaricate allo scopo.
ART. 2
DEFINIZIONI
  1. Si definisce “volantino” un foglio realizzato generalmente con materiale cartaceo, fina-lizzato alla diffusione di messaggi pubblicitari o di propaganda.
  2. Entro tale tipologia sono compresi anche i “volantini” realizzati con più pagine e de-stinati a pubblicizzare particolari iniziative di carattere commerciale quali per esem-pio: svendite, saldi, promozioni, ecc.
ART. 3
AUTORIZZAZIONI
  1. La distribuzione dei “volantini” lungo le strade comunali ovvero le strade ricadenti sul territorio comunale è subordinata ad autorizzazione degli Uffici comunali, da richie-dere in carta semplice presentando una apposita richiesta.
  2. Per la richiesta di autorizzazione dovrà essere utilizzando apposito modulo, da richie-dere presso gli uffici comunali ovvero disponibile sul sito internet di questo Ente.
  3. Tale richiesta dovrà essere presentata al protocollo comunale, almeno 15 giorni pri-ma dell’inizio dell’attività, al fine di dare la possibilità agli Uffici comunali di effettuare la necessaria istruttoria, propedeutica al rilascio dell’autorizzazione o dell’eventuale diniego. 
ART. 4
TACITA AUTORIZZAZIONE
  1. In assenza di atto di diniego motivato ed emesso dagli Uffici comunali, almeno 7 giorni prima dall’inizio della prevista attività di distribuzione, l’autorizzazione si dovrà intendere tacitamente rilasciata.
ART. 5
ELEMENTI IDENTIFICATIVI DELLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE
  1. La richiesta di autorizzazione dovrà necessariamente contenere i seguenti elemen-ti ed in caso contrario non sarà presa in considerazione dall’Ente e, quindi, archi-viata.
    Elementi necessari da inserire nella richiesta:
    1. Generalità complete anche del codice fiscale del richiedente;
    2. Periodo in cui si effettuerà il volantinaggio: indicare sia il giorno di inizio della distribuzione che quello in cui termina;
    3. Numero dei volantini che saranno distribuiti;
    4. Copia del volantino che sarà distribuito;
    5. Copia di un documento di riconoscimento, in corso di validità, del richie-dente.
ART. 6
PAGAMENTO IMPOSTA
  1. Prima di procedere alla distribuzione del materiale pubblicitario, dovrà essere pa-gata la relativa imposta nelle modalità indicate nel modello di richiesta.
  2. Ad integrazione della richiesta di autorizzazione, l’attestazione di pagamento dell’imposta dovrà essere consegnata agli Uffici di questo Ente prima di procedere alla distribuzione del materiale pubblicitario.
  3. Il mancato pagamento dovrà intendersi come rinuncia alla richiesta di distribuzio-ne del materiale pubblicitario; pertanto, in tale circostanza, l’eventuale autorizza-zione, anche tacita, è da intendersi revocata.
ART. 7
DEFINIZIONE DELL’IMPOSTA
  1. La Giunta Comunale si occupa della determinazione dell’imposta. Questa viene stabilita attraverso la determinazione di un tariffario che tenga conto della quanti-tà di volantini distribuiti, della frequenza e della finalità della diffusione pubblicita-ria.
ART. 8
DIVIETI
  1. L’attività di volantinaggio è, in ogni caso, effettuata nel rispetto dei seguenti divieti:
    1. È vietato gettare “volantini” (o altro materiale pubblicitario) sia da persone appiedate che da veicoli in corsa od in sosta;
    2. È vietato abbandonare, lungo le strade, “volantini” (o altro materiale pub-blicitario);
    3. È vietato posare “volantini” (o altro materiale pubblicitario) al di fuori delle cassette postali o di altri appositi contenitori;
    4. È vietata la collocazione di “volantini” (o altro materiale pubblicitario) sui veicoli in sosta;
    5. È vietata ogni altra forma arbitraria e selvaggia di distribuzione di “volanti-ni” (o altro materiale pubblicitario), che rischia di deturpare il decoro ur-bano del territorio di competenza di questo Ente comunale.
ART. 9
RESPONSABILITÀ
  1. Nel caso di inosservanza delle disposizioni del presente regolamento, sarà ritenu-to responsabile colui che ha effettuato la richiesta di cui all’Art. 5.
  2. Qualora la distribuzione avvenga in maniera abusiva ovvero senza aver effettuato la necessaria domanda di autorizzazione, saranno ritenuti responsabili della viola-zione coloro che materialmente hanno effettuato la distribuzione dei “volantini” (o di altro materiale pubblicitario).
ART. 10
SANZIONI
  1. In caso di inosservanza del presente Regolamento, le sanzioni da applicare sono stabilite dalla Giunta Comunale.
  2. Alla sanzione dovuta per l’inosservanza del presente regolamento dovranno co-munque essere aggiunte eventuali spese necessarie per il ripristino dello stato dei luoghi.
  3. Gli uffici comunali, rilevate le responsabilità, elevano e notificano la relativa san-zione.  
  4. L’ammontare delle sanzioni dovranno essere versate all’Ente nelle modalità previ-ste allo scopo.
ART. 11
MODALITÀ DI DISTRIBUZIONE
  1. Il personale addetto al servizio di consegna di “volantini” (o altro materiale pub-blicitario), dovrà essere provvisto - durante la distribuzione - di cartellino identifi-cativo bene in vista. Nel cartellino identificativo dovranno essere presenti una foto, il nome e il cognome o, in alternativa, il numero di matricola con cui risulta assun-to, la mansione e l’azienda o la persona fisica che ha effettuato la richiesta di cui all’Art. 5
  2. Al fine di tutelarne l’incolumità, il personale addetto al servizio di consegna di “vo-lantini” (o altro materiale pubblicitario) avrà, altresì, l’obbligo di indossare giub-botti o le bretelle rifrangenti (arancione, rosso o giallo) oltre eventuali DPI (dispo-sitivi di protezione individuale) previsti per lo svolgimento della mansione.
ART. 12
DINIEGHI
  1. In ogni caso non potranno essere autorizzati alla distribuzione di “volantini” (o al-tro materiale pubblicitario) quei soggetti (o aziende) già sanzionate per le inosser-vanze previste dal presente Regolamento, che non abbiano provveduto a regola-rizzare la propria posizione.
Il presente regolamento è stato pubblicato all'Albo Pretorio del Comune di Sant'Onofrio

Generazioni Migranti - I video dell'incontro

Di seguito i video integrali dell'incontro con i cittadini di Sant'Onofrio del 6 marzo 2017 sul tema della migrazione e il progetto SPRAR
Intervento del Presidente del Consiglio
Giuseppe Ruffa

Intervento di Michele Pannia,
Sindaco di San Gregorio d'Ippona

Intervento del consigliere Pietro Lopreiato

Interventi dei cittadini:
Franco Ciancio

Interventi dei cittadini:
Mimma Greco

Intervento del vicesindaco
Maria Elisabetta Marcello

Conclusioni del sindaco
Onofrio Maragò

Dibattito sul tema dei Migranti

L'Amministrazione Comunale di Sant'Onofrio, invita tutta la cittadinanza al dibattito

Generazioni 
Migranti
Cosa vogliamo per il nostro paese
Lunedì 6 marzo 2017 - ore 18:00
presso il Centro di Aggregazione Sociale
"Falcone - Borsellino"

L'amministrazione Comunale incontrerà i santonofresi sul tema dell'integrazione e il progetto SPRAR

In linea con il programma della lista Tre Spighe, l'Amministrazione Comunale ha dato la propria disponibilità al fine di predisporre un piano di accoglienza destinato agli immigrati beneficiari di protezione umanitaria.
L'incontro sarà un momento di approfondimento per comprendere meglio il fenomeno migratorio.

Comizio di Marwa El Afia del 28 maggio 2016

Articolo della Gazzetta del Sud del 28 febbraio 2017

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